Nei nostri percorsi di studio e poi nel lavoro, siamo spesso costretti, perché così ci hanno indottrinato a ragionare secondo protocolli per diversi motivi:

  1. sono già pronti
  2. sono facili
  3. funzionano sulla maggioranza dei pazienti

Questi però, per così dire punti a favore, hanno un altro lato della medaglia:

  1. a volte sono obsoleti e quindi poco aggiornati,
  2. non sempre sono efficaci,
  3. non ti permettono più di usare la tua ragione.

Adesso come non mai, ci troviamo di fronte a casi dove questi vecchi protocolli non funzionano in un numero sempre maggiore di casi, e dove trovare rimedi nuovi è sempre più difficile, e soprattutto vorrei ricordare a tutti che la medicina in sé sia una scienza INESATTA.

Da questo presupposto, più che trovare nuove cure dovremmo anche pensare di ripercorrere vecchie strade e/o di arrangiarle e riadattarle a seconda dei vari casi.

Quando poi vedo il lavoro sulla biorisonaza spiegata dal Dott. Orlandoni, vecchie teorie perse nel corso degli studi e nuove teorie si riaffacciano nella mente, e qui già immagino le persone che con occhi sbarrati mi guardano e mi dicono che è follia.

Ma la domanda è: anche se lo fosse, perché non provare?

Il provare che intendo io però non è un buttarsi alla cieca senza avere coscienza di cosa si stà facendo, le spiegazioni al corso dateci da Daniele ci sono, sono poco note forse anzi diciamo che è così, ma comunque ci sono. Sono state anche approfondite e ti portano tutte ad un concetto base che si basa sulla risonanza sulla trasmissione delle informazione dovute alle varie lunghezza d’onda che portano informazioni.

Dopotutto ricordiamo che i nuovi studi quantistici hanno dimostrato che lo spazio non è vuoto, ma bensì essa lo immagina pervaso da continue fluttuazioni energetiche dalle quali si genera materia.

Nell’andare avanti nel corso si ritrovano molte cose del passato che vengono riscoperte, rielaborate e riutilizzate nella scienza moderna.

Nel mio piccolo posso dire che il corso mi ha molto incuriosito, soprattutto perché mi piacerebbe poter usare questi sistemi di indagine io stesso per vedere dei riscontri sui pazienti con cui ho a che fare.”

-Daniele

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